La bicicletta a scatto fisso

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La bicicletta a scatto fisso

Messaggio Da Admin il Sab Ott 25, 2008 9:08 pm

La bicicletta a scatto fisso, è una bicicletta che ha la particolarità di avere un solo rapporto possibile e nessun meccanismo di "ruota libera", per cui la pedalata è solidale con il movimento della ruota posteriore. Non è perciò possibile pedalare a vuoto all'indietro, né smettere di pedalare, a meno che non si voglia rallentare bruscamente l'andatura.
Si tratta del primo tipo di bicicletta inventato, nel quale la trasmissione ha appunto presa diretta con la ruota posteriore tramite la catena. Solo in seguito fu ampiamente diffuso il meccanismo della ruota libera, con il quale è possibile pedalare all'indietro (a vuoto come tutti ben sanno) senza ostacolare l'avanzamento del mezzo.

Nello Scatto fisso vi è appunto la particolarità di avere un solo rapporto, con una singola moltiplica ed un solo pignone, senza l'opportunità di cambiare marcia. Il ciclista dovrà perciò, in ogni situazione, regolare la propria cadenza di pedalata in maniera da avanzare alla velocità desiderata. Proprio la caratteristica della trasmissione diretta permette anche di rallentare solo agendo sui pedali: per questo motivo molti preferiscono montare solo il freno anteriore o addirittura nessuno dei due.

Per questo motivo le biciclette a scatto fisso sono le più leggere che si possono realizzare: sono prive di tutto il sistema di cavi, guaine, comandi e parti del cambio e molto frequentemente anche dei freni. Sono bici estremamente essenziali, costituite solamente dal telaio e dalla forcella, dal manubrio, dalle ruote e dalla trasmissione costituita appunto da un unico rapporto.

Dal momento che è possibile montare un solo ed unico rapporto, questo deve essere scelto in maniera accurata per essere adatto ad ogni occasione. In particolare un rapporto troppo lungo favorirà la marcia a velocità sostenute, in rettilineo o in discesa, tuttavia risulterà molto difficile da spingere in situazioni quali l’ambiente urbano o in presenza di salite. D’altro canto un rapporto dal piccolo sviluppo metrico sarà favorevole in situazioni di accelerazione, partenze e rilanci, ma con questo non si potranno raggiungere velocità elevate.

È necessario perciò raggiungere un giusto compromesso, che è molto soggettivo sia per l’ambiente in cui si va ad utilizzare la bicicletta, sia per le caratteristiche del ciclista stesso. Usualmente risultano particolarmente vantaggiosi, in quanto riescono a raggiungere un buon compromesso, quei rapporti che sviluppano all’incirca 5 – 5,5 metri per pedalata (che corrispondono grossomodo al 42-18/16, che sono infatti gli usuali rapporti nelle bici single-speed).

Un particolare utilizzo agonistico della bici a scatto fisso è quello della pista: nei velodromi non sono infatti necessari i freni e la propulsione umana svolge il duplice ruolo di motore e freno (triplice se includiamo anche quello di cambio di velocità), dal momento che si gira tutti nello stesso verso. Inoltre il meccanismo a scatto fisso presenta un rendimento meccanico maggiore di un sistema dotato di ruota libera, in quanto vi sono meno componenti e meno attriti in cui si possa dissipare potenza, fattore non secondario quando si voglia sviluppare velocità molto elevate per periodi relativamente brevi.

Va ricordato anche che per l'utilizzo agonistico in pista, si usavano ingranaggi di moltiplica e di pignone più robusti per cui i rapporti tipici 52/14 e 50/14 e 48/14 come numero di denti, erano sostituiti dagli equivalenti 26/7 e 25/7 e 24/7 come numero di denti, distribuiti sulle stesse circonferenze e quindi più robusti e più adatti a resistere alle coppie elevate applicate in quegli sforzi intensi e brevi tipici delle gare di sprint/velocità.

Un altro utilizzo a livello agonistico delle bici a scatto fisso si ha nella preparazione invernale della stagione ciclistica. Nei primi mesi dell’anno infatti, molti preparatori consigliano di effettuare un buon numero di chilometri nell’arco di alcune settimane (fino a qualche migliaia) con lo scatto fisso, utilizzando un rapporto piuttosto agile e puntando a percorrere più che altro lunghe distanze piuttosto che pensare a sviluppare elevate velocità. Lo scatto fisso permette di ottenere quella che in gergo è detta "pedalata rotonda", cioè la più redditizia possibile e stilisticamente perfetta, peraltro raggiungibile in maniera stabile solo con anni di esercizio.

Dagli Stati Uniti si sta poi diffondendo un uso urbano delle biciclette da pista ed in generale a scatto fisso, dato dalla propulsione dell’uso che ne fanno i "bike messenger". Questi prediligono la bici a scatto fisso per la sua leggerezza ed agilità, che la rendono un mezzo ideale per districarsi nel traffico delle città più o meno grandi. Pregi non secondari sono inoltre la sua composizione spartana: riducendo all’essenziale il numero di parti, vi sono meno componenti che possono essere soggette a furti, e allo stesso tempo è richiesta una manutenzione molto meno impegnativa di una bici tradizionale. Anche in Italia sta iniziando a diffondersi l’uso urbano di questo tipo di bici.
Ogni bicicletta è teoricamente convertibile in una a scatto fisso, o in una "fixie" come si dice in gergo. Basta disporre di un mozzo filettato (di quelli che si usavano un tempo nelle bici sia da corsa che da passeggio) e di un pignone fisso per l'appunto. È sufficiente montare il pignone fisso sul mozzo della ruota e regolare poi la lunghezza della catena affinché questa sia in tensione una volta che la ruota sia montata. Particolarmente agevoli da "fissare" sono quei telai che hanno gli attacchi per la ruota posteriore come sulle bici da pista, cioè con forcellini rivolti verso il retro. L'operazione è tuttavia agevole anche nelle bici con i forcellini orizzontali (che permettono perciò la regolazione della ruota e il corretto tensionamento della catena), mentre è molto difficile in quelli con forcellini verticali (telai da corsa recenti). In quest'ultimo caso è necessario riuscire a trovare un combinazione pignone-corona che permetta la corretta tensionatura della catena. Si possono usare anche tensionatori che alcune case producono appositamente, ma in questo caso si perde, almeno in parte, l'azione diretta fra pedali e ruota, oltre ad avere dei problemi in caso di contropedalata.

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